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Per il giardino dell'Eden:

" Mi dispiace"

 

Mi dispiace o madre
ch'io diventi vecchio, che le mie mani
tradiscano con rughe e storture
la morbida pelle
che mi avevi dato ed era
ancora tesa quando
m'hai lasciato.
Mi dispiace o madre
che proprio tu
mi veda di lontano
perdermi di quanto
avevi faticosamente fatto
dato
allattato,
e per che cosa.

Un ricordo
non è
un ricordo.
Ma un pezzo
di amato pane insaporito
dell'olio e un pomodoro.
Che mangiammo.
Che mangeremo. Ancora .

Restavo assorto e solo
nella cucina al pomeriggio
che mutava le luci
nelle ore delle stagioni.
D'inverno guardavo
il lucido e la strada
che già presto era notte
e nella pioggia
vedevo in lontananza
sempre
come fosse altrove
il mio futuro.