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All'Angelo Custode di passo in uno dei Bar Sport.

Decidere un piano: domani altre nuove ci porteranno a cambiarlo.
Anche drasticamente. Siamo cinti d'assedio ed i sensi sono
enormemente
irritabili.
Integrare, vedere controluce ma anche dall'angolo storto
e raddrizzarlo,
poi lasciare giù,
a sedimentare.
E se scoppia un petardo rifare tutto.
Il viso si intristisce: allora ripensarlo.
Evitare la lacrima, il protesto, l'angoscia.
Ma domani.
Dopo averci dormito.

Attendere dunque, dormire .. forse sognare.. già.
Soltanto scegliere. Tra il poco spazio - eppure spazio - che ci viene porto.
Niente è a me più grato che attendere l'imbeccata affettuosa.
Verrà.

Mio padre ti aveva scoperto, Angelo Custode, ma di schiena.
Mio padre, non cristiano ma certo non contro Cristo. Mio padre, intellettuale
di pensiero, ingegnere dell'anima. Filosofo forse.

Ma il mio Angelo è di Spirito Santo fatto Mano.
Ti ringrazio oggi ancor più, o Angelo, e raggrumo ora qui nelle mie palme tutti
i tuoi formidabili aiuti del corso di una vita sparsi. Innumerabili e
innominabili.
Grazie.
Ti chiamava il Manzoni Provvidenza.
Qualcuno ti ha visto. Tu hai annunciato a Maria. E ci conduci alla cometa.
E lontano da Erode.

Ecco vedo che la vita la si svolga nel Padre Nostro Quotidiano.
Per la ragione tanto chiara da non essere vista: non abbiamo accesso a
domani. Il pane quotidiano è oggi, domani raffermo, scomparso, inutile.

Dal gesto inatletico e fumoso del Bar Sport almeno una volta ecco venire a
conforto qualcosa: una saggezza leggera e popolare, una battuta formativa,
un promemoria quotidiano, un motto per la porta della nostra casa perchè lo si
intenda:

La vita la si costruisce in attacco.
Ma la si gioca sempre di rimessa.