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Ai piloti del mito, lì a Monza. Ed altrove.

Spesso ricordo nei miei dormiveglia quei ciuffi dell' erba di Monza, all'Autodromo, ma di dentro.
Dove ancora si vede - quando si sa e se si sa - segnata per terra di crepe, una curva bella e rotonda, antica tra la boscaglia.
Non lontano, un rudere, ma più recente, la sopraelevata del glorioso catino della velocità , dove vedo ancor oggi, ma vivo, Bandini che morde con rabbia dopo la chicane e ululante la rossa va via! A vincere, ancora, in quel sole di Maggio di quel millenovecento,
e sessantasette.
Quarant'anni.
No ès nada.

E risento nascosto di dietro ma breve anche Alberto Ascari,
giù dal vialone.
Poi quel lungo silenzio.

Sessant'anni?
No ès nada.