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Ad Edmondo De Amicis

 

Si dice che viaggiando su un raggio di luce che va via dalla Terra, il tempo si fermi.
E che se più in fretta ci allontanassimo si vedrebbero allora le cose andare all'indietro,
come in un film che riavvolge.

Qui nell'Italia di gesso che resta di questo terzo millennio
è sfuggita una stella,
ed i lumi rimasti sono indigesti e inzuppati.

Non li conosco. Passano come del fumo.

Ma in America l'Italia è rimasta.
L'ho scoperto da solo
nessuno mi ha detto
come la via di quel raggio di luce,
prima di correre per il cielo passi
segnante cometa
un legato all'America.

E là è rimasto, emblematico diamante d'adorno ad una Pastasciutta, anche il cuore buono di
Edmondo De Amicis.
Come il cioccolato fuori moda che mio padre a noi preparava con cacao zucchero e latte in quel dopoguerra, così freddo.
Di De Amicis il cuore e Cuore furono in America sempre risparmiati dagli sfregi di italici proci.
Edmondo, passo da anni sempre davanti a quella casa dove vi è ora la tua placca a Bordighera, al mare.
E ti ho riletto.
Ed eri cioccolato, ma che male c'è.

Le terre giacciono
strappate agli Indios.
Strappate agli Etruschi.
E troverò in ogni parte
del Nuovo Mondo
pezzi di questa nostra vita.
Germogliati su radici innestate.

E viaggerò ancora sulla terra dell'Indio.