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A mio padre e agli avi.

 

C'è una linea interna
padre
tra noi. Tra figli e padri
tra padri e padri.
In comune abbiamo un abbraccio. Tutti abbiamo abbracciato
nostro figlio.
Come ogni figlio il figlio,
e il padre.

Quindi questi abbracci hanno siglato ogni persona e quindi ognuno
ha condiviso il tratto
di comunione corporale,
di eredità affettiva,
di affidamento al vento.

Ognuno ha quindi già abbracciato tutti i suoi avi.

Ed è questa,
notizia importante.

Ora m'accorgo
della linearità della notte.
Non c'è alcun fermo-immagine
di notte.
Essa ratta ci scorre e ci riporta avanti
pur se ubriachi
e ci conforta soltanto,
appunto,
nel confonderci.

E poco prima abbracciavamo Adamo.