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A Ugo Tognazzi


Nostro, di noi a tutti caro, Ugo!
Oh come tu stai, costì ?!

Permetti che ti prenda a vessillo della comicità!
L'amico caro ed Editore Corrado, non condivide il vostro "Amici miei".
Salva gli splendidi attori, ma aborrisce i disvalori insiti nel film.

Ho letto da qualche remota parte che
ai tempi dell'Inquisizione era peccato ridere.
La cosa è grave più di quanto non sembri.
E lo è, proprio per un Cristiano, credente, e che pensi.
C'è da uscirne (ma troppo semplicisticamente), tacciando il datato dogma, di oscurantismo, di terrorismo.
Il fatto, il concetto, ha a che vedere
- credo - con il non prendere la vita molto seriamente. La Chiesa pare dunque temere che la risata superi il dramma " necessario" alla fede.
In effetti non mi risulta che nel Nuovo Testamento il Cristo ridesse, o che ridessero i protagonisti (quelli virtuosi) della Bibbia. Ma neanche mi risulta che Cristo condannasse chi rideva , ammenochè il riso non accompagnasse sentimenti o azioni biasimevoli, insomma fosse un riso cattivo.

Non scordiamo che i bambini ridono !

E non scordiamo che Cristo portava i piccoli e i semplici come esempio per giungere al Padre.

Quindi caro Ugo, ben facevi a farci ridere bonariamente: io non credo tu abbia fatto del male. Anzi. Tu e quelli come te, avete alleviato tanti dolori distraendoci da tante sofferenze, per qualche momento.
Uno poi rimane quello che è. Non cambia a causa di una risata, che sia Cristiano o non lo sia.

Corrado, l'ironia è il sale della vita: fa male solo se si esagera, se si esce dai limiti.

E il cosiddetto buon gusto è per me molto elastico e comprende, per esempio in Tognazzi, pezzi molto criticati e certo azzardati, ma che io amo: "Amici miei" per esempio.
Il primo , il secondo ed il terzo!
Ma vado oltre.
Oltre un imbarazzo (stavolta lo uso io 'sto termine !) .. "borghese" !
E brindo così anche a " La grande abbuffata" e perfino al famigerato " Petomane".

E allora pronto invoco qui, a mia difesa (e a quella di Ugo e degli Amici), la stessa licenza "poetica" e indulgenza di cui beneficiava sul tema il grande e qui "piccolo" Wolfgang.
Amadeus,
Mozart.