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A Mario Delli Ponti Professore e Maestro


Gentile Maestro Delli Ponti,
andatosene appena ora nel silenzio di Agosto, io al mare, mio figlio a New York.

Così appunto gentile ed affabile era lei, nell'intrattenere con dotte e gradevoli
argomentazioni anche quel lato verbale di quella musica che ben ci porgeva,
viva, magistralmente nel suo concerto su da noi in quell'Agosto lontano.
Ricordo l'eleganza con cui ci descrisse quel pianoforte scassato, scordato
pezzo di famiglia nostra. E ricordo come lei ci confidasse dell'ansimare di
quello strumento carico di una storia andata, ma adatto anzi, nella sua
disarticolazione, per il racconto ed il luogo dove allora lei si accingeva a
suonarlo, a farlo cantare. E del concerto poi, fummo tutti assolutamente felici
e convinti. E forse era proprio così, ed in questo stava la grandezza della sua
confidenza d'arte.
Poi a tavola tra un ottimo vino tipico di mio fratello, lei mi raccontò
del "caso" Toscanini. Più tardi, quando io proposi la sua intervista ad un
giornale di provincia, mi risposero che non interessava, perchè Toscanini non
era della loro Provincia. Si lamentano se li si chiamano provinciali.
Bene. Ed allora la mia breve intervista a lei ora la insegue anche là, me la ricordo
chiarissima:
"Conoscevo piuttosto bene Arturo Toscanini, e meglio ancora conoscevo la
storiella vera, breve e singolare che qui le dico.
Toscanini era un donnaiolo. Come pure il Duce, cioè Mussolini (per i giovani
che non lo sapessero). Viaggiavano la vita negli stessi anni ma non c'entravano
nulla uno con l'altro, non si sfioravano e ciascuno faceva i fatti suoi ognuno
dedito a ciò che più gli interessava, la musica uno, la politica l'altro, il
successo tutti e due. E le donne.
Ma quando Toscanini lasciò l'Italia, fu coreografico stampare titoloni (se
possibile e soprattutto dopo), ove il Maestro Italiano la lasciava preso da
nobile e irrefrenabile impulso democratico, per andare in quell'America che
allora significava la culla della libertà. Come un martire, un piccolo eroe, un
uomo tutto d'un pezzo, un vero resistente.
Peccato che però non è mica vero.
Era una storia di sottane. Avevano entrambi incocciato allo stesso
tempo in una donna di loro gusto, che si trovarono a spartire con estremo
imbarazzo e irritazione.
Nessuno voleva mollare e si guardarono in cagnesco.
Ma indovinate: chi la spuntò?"