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A Giovanni Salvàti. Pilota.


Dei sorrisi, avevamo dei sorrisi tra noi ma anche buoni scambi di idee.Tu meridionale e semplice, credo meccanico, e io no, pochi ti parlavano, chè puzza sotto il naso avevano molti dei bravi ragazzi milanesi tra i Box. E lo dico da milanese. Posso e devo.
Avevamo diciannove anni.
Io son rimasto, anche perché non ho scelto il tuo professionismo, perchè era allora come un testa o croce ed io avevo troppo altro da fare.
Ma lo feci pieno di nostalgia.
Salvàti, di Castellamare di Stabbia. Veloce e impetuoso. Eri, mi dicevi, di Castellamare, e chissà dov'era Castellamare pensavo io, e mi guardavi ricciuto in nero, sperso in quella Brianza, pieno di passione, troppa.
Ho una bella foto a Monza sul bagnato in bagarre, e mi dispiace sai, ma son davanti io.. Mi conforta rivederla oggi e mi ricorda che te ne sei andato presto, troppo presto appunto. Era domenica, all'estero, in trasferta.
Restasti stampato su un guard-rail mal posto, battagliando nella prestigiosa Formula Due.

Allora, tu sai bene, era così. Nessuna Commissione d'Inchiesta.

Un "coccodrillo" su Autosprint e fu tutto finito.

Come si è soli in mezzo ai rettifili in pieno, quando manca ancora.. per staccare. E devi tener giù. E tutto trema e passa via, e solo devi.. tener giù.

O invece quei magnifici e perversi
curvoni ciechi? Che pennellate si davano ricordi Giovanni?
Giovanni.

Ciao Pilota. Buon Pilota.
Mi dispiace tanto.